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Deadlift

/ ˈdɛdˌlɪft / · noun

Inoltre: conventional deadlift, sumo deadlift

Un esercizio con il bilanciere in cui l’atleta solleva un bilanciere caricato dal pavimento fino a raggiungere una posizione eretta con anche e ginocchia completamente estese. Il deadlift allena l’intera catena posteriore (muscoli posteriori della coscia, glutei, muscoli erettori spinali, dorsali) e rappresenta la massima espressione dell’estensione dell’anca sotto carico. Per gli atleti ibridi, rafforza il tronco e la catena posteriore, consentendo loro di superare affondi con sacchi di sabbia, traini con slitta e il carico cumulativo nelle fasi finali della gara che mette in difficoltà gli atleti più deboli.

Varianti

  • Convenzionale: piedi all’incirca alla larghezza delle anche, mani all’esterno delle ginocchia. La variante più comune; richiede un maggiore lavoro di articolazione dell’anca e della schiena.
  • Sumo: piedi ben divaricati, mani all’interno delle ginocchia. Escursione articolare più breve, maggiore coinvolgimento dei quadricipiti e degli adduttori, più adatta agli atleti più alti.
  • Trap-bar (hex-bar): l’atleta si posiziona all’interno di una barra esagonale con manubri paralleli. Il carico si trova in linea con il corpo, riducendo lo sforzo di taglio sulla parte bassa della schiena. Swinton et al. (2011) hanno misurato una forza di picco e una potenza di uscita più elevate nello stacco con barra esagonale (trap) rispetto allo stacco con bilanciere dritto a carichi submassimali equivalenti.
  • Stacco rumeno (RDL): esercizio di articolazione dell’anca, ginocchia leggermente flesse, il bilanciere si sposta dalla metà della coscia a poco sotto il ginocchio. Allena i muscoli posteriori della coscia e i glutei senza il sollevamento completo da terra.

Standard per disciplina

Gli standard del deadlift divergono significativamente tra le diverse discipline sportive: è importante specificare il contesto quando si confrontano i numeri:

  • Powerlifting (IPF): 1RM testato in gara. Il bilanciere deve raggiungere il lockout con le spalle dietro il bilanciere, le ginocchia e le anche completamente estese. L’hitching (appoggiare il bilanciere sulle cosce per sollevarlo) comporta l’annullamento del sollevamento.
  • CrossFit RX: carichi tipici di allenamento pari a 225 lb (102 kg) per gli uomini e 155 lb (70 kg) per le donne. I deadlift con un numero elevato di ripetizioni (“Diane”: 21-15-9 a 225/155 lb) sono comuni nei benchmark.
  • HYROX: il deadlift con bilanciere non è una stazione, ma l’affondo con sacco di sabbia e la spinta della slitta richiedono lo stesso impegno della catena posteriore. I deadlifter esperti resistono al carico nelle fasi finali della gara.
  • Programmazione ibrida: gli atleti lavorano spesso con un numero di ripetizioni compreso tra 3 e 5 all’80–90% dell’1RM, 1–2 volte alla settimana, con una variante di RDL o trap-bar il secondo giorno per gestire il carico sulla colonna vertebrale.

Analisi del movimento

  1. Posizione di partenza: bilanciere sopra la parte centrale del piede. Piegare le anche, afferrare il bilanciere appena oltre le ginocchia, abbassare i fianchi finché gli stinchi non toccano il bilanciere. Petto in fuori, dorsali attivati, tensione eliminata dal bilanciere.
  2. Tiro: spingere via il pavimento con le gambe. Il bilanciere segue un percorso verticale, rimanendo vicino al corpo. Fianchi e spalle si sollevano allo stesso ritmo finché il bilanciere non supera le ginocchia.
  3. Blocco finale: spingere i fianchi in avanti fino a raggiungere una posizione completamente estesa. Le spalle sono allineate sopra i fianchi, le ginocchia bloccate, i glutei contratti. Invertire il movimento in modo controllato.

Errori comuni

  • Lombare inarcato in posizione di partenza: la flessione della colonna vertebrale sotto carico durante lo sforzo massimo è il meccanismo più citato alla base degli infortuni lombari nell’allenamento dello stacco. Attivare i dorsali, stabilizzare il tronco e caricare solo nella misura necessaria a mantenere la colonna in posizione neutra mitiga questo rischio.
  • Anselli che si sollevano prima che il bilanciere si muova: trasforma lo stacco in un sollevamento a gambe rigide. Rafforza i quadricipiti e ripensa al comando “spingi via il pavimento” anziché “tira con la schiena”.
  • Iperestensione nella fase finale: inclinarsi all’indietro in fase di blocco sollecita la colonna lombare. Fermarsi alla completa estensione dell’anca; non inarcarsi all’indietro.
  • Ripetizioni con rimbalzo o "lascia cadere e riprendi": perdere tensione tra una ripetizione e l’altra fa sì che la colonna vertebrale assuma una posizione flessa. Ricomincia da zero ad ogni ripetizione, specialmente in caso di affaticamento.

Programmazione

Suchomel e colleghi (2018) definiscono la forza come il fondamento su cui poggiano tutte le altre qualità fisiche. Lo stacco da terra è la massima espressione di tale forza. Un tipico schema di programmazione ibrido:

  • Blocco di forza: 3–5 serie da 3–5 ripetizioni all’80–90% di 1RM, 1 volta a settimana.
  • Blocco di volume: 4–6 serie da 5–8 ripetizioni al 70–80% di 1RM. Le varianti con trap-bar o RDL preservano la zona lombare.
  • Durante la stagione agonistica: ridurre volume e intensità. Gli stacchi con trap-bar a carico moderato preservano la forza, lasciando spazio al recupero per la corsa e il lavoro di condizionamento. Gli stacchi pesanti con bilanciere nella fase finale della settimana di gara tendono a compromettere il ritmo di corsa.

Note sull’attrezzatura

Uno stangone olimpico calibrato da 45 lb (20 kg) è lo standard, sebbene nelle palestre commerciali siano comuni le power-bar rigide con minore flessione. I dischi bumper consentono di appoggiare lo stangone sul pavimento tra una ripetizione e l’altra senza danneggiarlo. Una cintura da sollevamento diventa utile con carichi superiori all’80% di 1RM. Le cinghie da sollevamento eliminano la presa come fattore limitante per gli stacchi ad alto numero di ripetizioni, ma non dovrebbero essere utilizzate per i test o le gare in cui la presa è parte integrante della prova.

Sources

  1. The Importance of Muscular Strength: Training Considerations · Suchomel, Nimphius, Bellon, Stone: Sports Medicine, 2018
  2. A biomechanical analysis of straight and hexagonal barbell deadlifts using submaximal loads · Swinton et al., J Strength Cond Res, 2011
  3. IPF Technical Rules Book · International Powerlifting Federation, 2024
  4. Essentials of Strength Training and Conditioning, 4th ed. · NSCA / Haff & Triplett (eds.), 2016

By Thomas Prommer · last reviewed